Convento dei Cappuccini
L’arrivo dei Cappuccini a Bivona risale al 1552, quando venne loro ceduta una piccola chiesa alla periferia nord del paese e dedicata ai SS. Filippo e Giacomo; nel 1563 la chiesetta venne denominata sotto il titolo di “Cappuccini”.
Dal 1824 al 1882 il sottosuolo dell’edificio fu adibito a camposanto cittadino. La chiesa, nei due secoli successivi alla sua fondazione, non venne modificata strutturalmente; solo nel 1700 venne adattata alle nuove esigenze di una comunità religiosa sempre più numerosa ed arricchita di arredi sacri e di quadri. Fu nel 1772 che la chiesa venne restaurata e ampliata assumendo l’attuale forma.
L’interno è privo di ornamenti e decori eccessivi, che mettono in risalto l’ideale di povertà francescana, sottolineato anche dalla particolare macchina lignea dell’altare maggiore, arricchito di un pregevole tabernacolo ligneo della scuola degli intagliatori cappuccini.
Di notevole valenza artistica una tela della fine del ‘500, posta sul lato sinistro dell’altare maggiore e attribuita allo Zoppo di Gangi, raffigurante l’Immacolata con i Santi Antonio da Padova, Carlo Borromeo, Chiara e Lucia.
