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	<description>Il sito internet ufficiale della Comunità Cattolica Bivonese!</description>
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		<title>Festeggiamenti patronali di Santa Rosalia</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 19:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[notizie dalla parrocchia]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_406" class="wp-caption aligncenter" style="width: 219px"><a href="http://www.chiesabivona.it/wp-content/uploads/2010/08/festasantarosaliabivona.jpg"><img class="size-medium wp-image-406 " title="Il programma dei festeggiamenti" src="http://www.chiesabivona.it/wp-content/uploads/2010/08/festasantarosaliabivona-209x300.jpg" alt="Il programma dei festeggiamenti" width="209" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il programma dei festeggiamenti</p></div>
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		<title>Triduo Pasquale: gli appuntamenti</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 21:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[avvisi]]></category>

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La comunità ecclesiale di Bivona si prepara a vivere il triduo Pasquale con un calendario ricco di appuntamenti spirituali e tradizionali. Il triduo inizierà il giovedì santo con la messa in Cena Domini con la lavanda dei piedi: nella chiesa di Santa Rosalia sarà celebrata alle 18 mentre in chiesa Madre alle 18.30. A seguire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_396" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.chiesabivona.it/wp-content/uploads/2010/03/DSCF3181.JPG"><img class="size-thumbnail wp-image-396" title="La via crucis" src="http://www.chiesabivona.it/wp-content/uploads/2010/03/DSCF3181-150x150.jpg" alt="La via crucis" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La via crucis</p></div>
<p>La comunità ecclesiale di Bivona si prepara a vivere il triduo Pasquale con un calendario ricco di appuntamenti spirituali e tradizionali. Il triduo inizierà il giovedì santo con la messa in Cena Domini con la lavanda dei piedi: nella chiesa di Santa Rosalia sarà celebrata alle 18 mentre in chiesa Madre alle 18.30. A seguire ci sarà una breve adorazione ed alle 21 sarà portato in processione per le vie del paese il simulacro del cristo con la croce.<br />
La mattina del venerdì santo (giorno di astinenza e digiuno per i cristiani) ci ritroveremo nei pressi di Santa Chiara alle 10.15, dove inizierà la processione dell&#8217;addolorata. Dopo l&#8217;incontro con il cristo con la croce si procederà in salita sino al calvario, dove avverrà la crocifissione di Gesù.<br />
Nel pomeriggio, alle 18 a Santa Rosalia ed alle 18.30 in Madrice, ci sarà la lettura della Passione di Gesù, l&#8217;adorazione della croca e la Comunione. Alle 20, al calvario, il Cristo sarà deposto nell&#8217;urna e portato in processione assieme all&#8217;addolorata sino a Santa Chiara. La processione continuerà sin oltre la mezzanotte.<br />
Il sabato sera è il terzo giorno del triduo che ci condurrà alla Pasqua del Signore: alle 23 in entrambe le chiese sarà celebrata la veglia Pasquale, mentre le messe di Pasqua si svolgeranno negli stessi orari in cui vengono celebrate le messe domenicali.</p>
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		<title>Lettera del mese di marzo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 21:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il parroco ai fedeli]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi Bivonesi,
San Clemente I, Papa, parlando della Quaresima ci invita a riflettere e a tenere fissi gli occhi sul Cristo crocifisso, per comprendere quanto sia prezioso davanti a Dio suo Padre: ha versato il suo sangue per la nostra salvezza e ha portato al mondo intero la grazia del suo perdono.
Passiamo in rassegna tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carissimi Bivonesi,<br />
San Clemente I, Papa, parlando della Quaresima ci invita a riflettere e a tenere fissi gli occhi sul Cristo crocifisso, per comprendere quanto sia prezioso davanti a Dio suo Padre: ha versato il suo sangue per la nostra salvezza e ha portato al mondo intero la grazia del suo perdono.<br />
Passiamo in rassegna tutte le epoche del mondo e costateremo come in ogni generazione il Signore abbia concesso modo e tempo di pentirsi a tutti coloro che furono disposti a ritornare a lui. Noè fu l’araldo della penitenza e coloro che lo ascoltarono furono salvi. Giona predicò la rovina ai Niniviti e questi espiando i loro peccati, placarono Dio con le preghiere e la mortificazione e conseguirono la salvezza. Eppure non appartenevano al popolo di Dio.Non mancarono mai ministri della grazia divina che, ispirati dallo Spirito Santo, predicassero la penitenza. <span id="more-388"></span><br />
Lo stesso Signore di tutte le cose parlò della penitenza, impegnandosi con giuramento: <em>com’è vero che io vivo – oracolo del Signore – non godo della morte del peccatore, ma che si converta e viva</em>. Aggiunse ancora parole di bontà: <em>Allontanati, o casa di Israele, dai tuoi peccati. Di’ ai figli del mio popolo: anche se i vostri peccati dalla terra arrivassero a toccare il cielo, fossero più rossi dello scarlatto e più neri del cilicio, basta che vi convertiate di tutto cuore e mi chiamate «Padre», e Io vi tratterò come un popolo santo ed esaudirò la vostra preghiera</em>.<br />
Volendo far godere i beni della conversione a quelli che ama, pose la sua volontà onnipotente a sigillo della sua parola.<br />
Obbediamo perciò alla sua magnifica e gloriosa volontà. Prostriamoci davanti al Signore supplicandolo di essere misericordioso e benigno. Ripudiamo ogni opera di male, ogni specie di discordia e gelosia, causa di morte. Siamo dunque umili di spirito, o fratelli. Rigettiamo ogni sciocca vanteria, la superbia, il folle orgoglio e la collera. Mettiamo in pratica ciò che sta scritto. Dice, infatti, lo Spirito Santo: «Non si vanti il saggio della sua saggezza, né il forte della sua forza, né il ricco delle sue ricchezze, ma chi vuole gloriarsi si vanti nel Signore, ricercandolo e praticando il diritto e la giustizia».<br />
Ricordiamo soprattutto le parole del Signore Gesù, quando esortava alla mitezza e alla pazienza: «Siate misericordiosi per ottenere misericordia; perdonate, perché anche a voi sia perdonato; come trattate gli altri, così sarete trattati anche voi; donate e sarete ricambiati; non giudicate e non sarete giudicati; siate benevoli e sperimenterete la benevolenza; con la medesima misura con cui avrete misurato gli altri, sarete misurati anche voi».<br />
Camminiamo sempre con tutta umiltà nell’obbedienza alle parole di Gesù. Dice Isaia : «Su chi si posa il mio sguardo se non su chi è umile e pacifico e teme le mie parole? (66,2)». Fissiamo fermamente lo sguardo su Gesù, rivelatore del Padre, che ci insegna ogni bontà, misericordia, amore e giustizia. Viviamo i suoi doni di grazia (7 sacramenti) soprattutto il dono del Perdono (confessione) e dell’Eucarestia.<br />
In questo tempo ci viene incontro la festa di San Giuseppe, il custode di Gesù, l’uomo giusto e sapiente che seppe vivere accogliendo quando Dio Padre gli offriva per vivere e testimoniare l’amore. Sappiamolo imitare nella vita di ogni giorno. Inoltre, siamo chiamati a immergerci nei misteri della Settimana Santa, per comprendere come il Figlio di Dio non ha paura o vergogna di nascondere la sua divinità, farsi uno di noi, eccetto nel peccato, e a saper donare la sua vita per tutti noi, perché noi, da peccatori che eravamo, potessimo ritornare ad essere figli di Dio e a palpitare all’unisono con il divino amore.<br />
Nell’accogliere l’invito della Quaresima a ritornare a invocare Dio come Padre, gradite i più cari e fraterni saluti in Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il parroco: <em>sac. Giuseppe Castellano</em><br />
Il vicario parrocchiale: <em>sac.Kristofa Zulu Nyoni </em></p>
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		<title>Lettera del mese di febbraio</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 20:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il parroco ai fedeli]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi Bivonesi,
la Costituzione “Sacrosanctum Concilium” del Concilio Vaticano II sulla Sacra Liturgia, dice:  Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche. È presente nel Sacrificio della Messa sia nella persona del ministro («Egli che, offertosi una volta sulla croce, offre ancora se stesso per il ministero dei sacerdoti») [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carissimi Bivonesi,<br />
la Costituzione<em> “Sacrosanctum Concilium” </em>del Concilio Vaticano II sulla Sacra Liturgia, dice:  Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche. È presente nel Sacrificio della Messa sia nella persona del ministro («Egli che, offertosi una volta sulla croce, offre ancora se stesso per il ministero dei sacerdoti») sia soprattutto sotto le specie eucaristiche. È presente con la sua virtù nei Sacramenti, di modo che quando uno battezza è Cristo stesso che battezza. E’ presente nella sua parola, giacché è Lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura. È presente infine quando la  Chiesa prega e canta i salmi, Lui che ha promesso: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, là sono io, in mezzo a loro». <span id="more-385"></span><br />
In quest’opera così grande, con la quale viene resa a Dio una gloria perfetta e gli uomini vengono santificati, Cristo associa sempre a sé la Chiesa, sua Sposa amatissima, la quale prega il suo Signore e per mezzo di Lui rende il culto all’Eterno Padre.<br />
Giustamente perciò la liturgia è ritenuta come l’esercizio del sacerdozio di Gesù Cristo; in essa, per mezzo di segni sensibili ( i 7 Sacramenti),  viene significata e, in modo ad essi proprio realizzata la santificazione dell’uomo, e viene esercitato dal Corpo Mistico di Gesù Cristo, cioè dal Capo e dalle sue membra, il culto pubblico ed integrale.<br />
Perciò ogni celebrazione liturgia, in quanto opera di Cristo sacerdote e del suo Corpo, che è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun’altra azione della Chiesa, allo stesso titolo e allo stesso grado, ne uguaglia l’efficacia.<br />
Nella liturgia terrena noi partecipiamo, pregustandola, a quella celeste, che viene celebrata nella santa città di Gerusalemme, verso la quale tendiamo come pellegrini, dove il Cristo siede alla destra di Dio quale ministro del Santuario e del vero Tabernacolo; insieme con la moltitudine dei cori celesti cantiamo al Signore l’inno di gloria; ricordando con venerazione i Santi, speriamo di condividere in qualche misura la loro condizione e aspettiamo, quale Salvatore, il Signore nostro Gesù Cristo, fino a quando egli comparirà, nostra vita e noi appariremo con Lui nella gloria.<br />
Secondo la tradizione apostolica, che ha origine dallo stesso giorno della Risurrezione di Cristo, la Chiesa celebra il Mistero Pasquale ogni otto giorni, in quello che si chiama giustamente «<em>Giorno del Signore</em>» o «<em>Domenica</em>». In questo giorno, infatti, i fedeli devono riunirsi in assemblea per ascoltare la Parola di Dio e partecipare all’Eucaristia, e così far memoria della Passione, della Risurrezione e della gloria del Signore Gesù e rendere grazie a Dio che li «<em>ha rigenerati nella speranza viva della Risurrezione di Gesù Cristo dai morti</em>».<br />
Per questo la Domenica è dunque la festa primordiale che deve essere proposta e inculcata alla pietà dei fedeli, in modo che risulti anche giorno di gioia e di riposo dal lavoro.Non le vengono anteposte altre celebrazioni, a meno che siano di grandissima importanza, perché la Domenica e il nucleo di tutto l’anno liturgico.<br />
Bivonesi, accogliamo l’invito a celebrare la Domenica come momento comunitario, liturgico, eucaristico e gioioso da vivere nella nostra vita di ogni giorno. Le quarant’ore che stiamo celebrando nei quartieri della nostra città, ci invitano ad un momento personale e comunitario da vivere con Gesù che ci chiama, ci parla, ci invita a vivere la fede e l’eucaristia come doni d’amore per portare Cristo ai nostri fratelli. La festività della Madonna di Lourdes ci richiama a considerare Maria come madre nostra, che con le sue apparizioni vuole richiamarci ad accogliere sempre Gesù, amore del Padre e dello Spirito Santo, per trascorrere la nostra esistenza terrena in cammino  verso l’eternità.<br />
Gradite i più cordiali e affettuosi saluti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il parroco: <em>sac. Giuseppe Castellano</em><br />
Il vicario parrocchiale: <em>sac.Kristofa Zulu Nyoni </em></p>
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		<title>Lettera del mese di gennaio</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 20:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il parroco ai fedeli]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi Bivonesi,
Dio ci manifesta il suo amore attraverso il creato e l’uomo creato a sua immagine e somiglianza. Dice Sant’Ireneo:  «Dio e tutte le opere di Dio sono gloria dell’uomo; e l’uomo è la sede in cui si raccoglie tutta la sapienza e la potenza di Dio.
Come il medico dà prova della sua bravura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carissimi Bivonesi,<br />
Dio ci manifesta il suo amore attraverso il creato e l’uomo creato a sua immagine e somiglianza. Dice Sant’Ireneo:  «Dio e tutte le opere di Dio sono gloria dell’uomo; e l’uomo è la sede in cui si raccoglie tutta la sapienza e la potenza di Dio.<br />
Come il medico dà prova della sua bravura nei malati, così anche Dio manifesta se stesso negli uomini. Perciò Paolo afferma: Dio ha chiuso tutte le cose nelle tenebre dell’incredulità per usare a tutti misericordia» (Rm. 11, 32).<span id="more-380"></span><br />
Non allude alle potenze spirituali, ma all’uomo che si mise di fronte a Dio in stato di disobbedienza e perdette la immortalità. In seguito però ottenne la misericordia di Dio per i meriti del Figlio suo. L’uomo ebbe in lui la dignità di figlio di Dio.<br />
Se l’uomo riceverà senza vana superbia l’autentica gloria che viene da ciò che è stato creato e da Dio che lo ha creato, l’Onnipotente, l’artefice di tutte le cose che esistono, e se resterà nell’amore di lui in rispettosa sottomissione e in continuo rendimento di grazie, riceverà ancora gloria maggiore e progredirà sempre più in questa via fino a divenire simile a colui che per salvarlo è morto.<br />
Il Figlio stesso di Dio, infatti, scese «in una carne simile a quella del peccato» per condannare il peccato, e, dopo averlo condannato, escluderlo completamente dal genere umano.<br />
Chiamò l’uomo alla somiglianza con se stesso, lo fece imitatore di Dio lo avviò sulla strada indicata dal Padre perché potesse vedere Dio e gli diede in dono il Padre.<br />
Il Verbo di Dio pose la sua abitazione tra gli uomini e si fece Figlio dell’uomo, per abituare l’uomo a comprendere Dio e per abituare Dio a mettere la sua dimora nell’uomo secondo la volontà del Padre. Per questo Dio stesso ci ha dato come <em>segno</em> della nostra salvezza colui che, nato dalla Vergine, è l’Emmanuele: Poiché lo stesso Signore era colui che salvava coloro che di per se stessi non avevano nessuna possibilità di salvezza.<br />
Per questo Paolo, indicando la radicale debolezza dell’uomo, dice: «So che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene» poiché il bene della nostra salvezza non viene da noi, ma da Dio.<br />
E ancora Paolo esclama: «Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?» Quindi presenta il liberatore: L’Amore gratuito del Signore nostro Gesù Cristo.<br />
Isaia stesso aveva predetto questo: «Irrobustitevi, mani fiacche e ginocchia vacillanti, coraggio, smarriti di cuore, confortatevi, non temete; ecco il nostro Dio,  opera la giustizia, darà la ricompensa. Egli stesso verrà e sarà la nostra salvezza (35,4)».<br />
Questo indica che non da noi, ma da Dio che ci aiuta abbiamo la salvezza.<br />
Bivonesi, accogliamo ogni giorno nella nostra vita il Figlio che viene incontro alle nostre difficoltà e mangiamo l’Eucarestia che ci fa diventare potenza di Dio.<br />
Le Sante quarantore che inizieranno dal 24 gennaio fino al 16 febbraio sono un richiamo a come Dio ci vuole parlare e darci se stesso.<br />
Sant’Agnese, romana non ancora tredicenne, scelse senza esitazione quale suo sposo celeste Gesù Cristo, al quale, come desiderava si unì per sempre mediante il martirio (ca. 305) diventando, così, esempio del  genere umano per tutti i secoli elemento essenziale della fede cristiana.<br />
Facciamo nostro l’invito di Gesù e Sant’Agnese ad essere forti nella fede e testimoni del Figlio di Dio che si è fatto uno di noi.<br />
Gradite i nostri fraterni auguri di buon anno e cari saluti!</p>
<p>Il parroco: <em>sac. Giuseppe Castellano</em><br />
Il vicario parrocchiale: <em>sac.Kristofa Zulu Nyoni </em></p>
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